472 88. Nella prima parte del nostro lavoro, condotto
a termine con l'aiuto di Dio, ci siamo soffermati sulla vita
e sulle opere del beatissimo padre nostro Francesco fino al
diciottesimo anno della sua conversione; ora aggiungiamo brevemente
le altre notizie degne di fede, che abbiamo potuto raccogliere
circa gli ultimi due anni della sua vita. E vogliamo riferirne
qui solo i dati essenziali, lasciando ad altri la via aperta
per una più ampia esposizione.
473 L'anno 1226, indizione XV, il 4 di ottobre, in
giorno di domenica, in Assisi, sua città natale, presso
Santa Maria della Porziuncola, dove egli aveva fondato l'Ordine
dei frati minori, il beatissimo padre nostro Francesco, a
vent'anni dalla sua piena adesione a Cristo, seguendo la vita
e gli esempi degli apostoli, si libera dal carcere della carne,
e portando a compimento la sua opera, se ne va felicemente
nel soggiorno dei beati. Tra inni e lodi il suo sacro corpo
viene collocato e riverentemente custodito in quella città,
e a gloria di Dio rifulge per molti miracoli.
474 89. Poiché nella prima età era
stato lasciato ignaro quasi del tutto delle realtà
divine, Francesco aveva trascorso parecchio tempo seguendo
liberamente e vogliosamente le passioni naturali; ma poi,
quando la destra del Signore si volse verso di lui, riuscì
a districarsi dal peccato, e da allora, per grazia e virtù
dell'Altissimo, fu ripieno di sapienza divina più di
tutti i suoi contemporanei. Infatti, in mezzo all'avvilimento,
non di pochi ma generale, in cui era caduta la dottrina evangelica,
a motivo dei costumi di coloro che la insegnavano, la Provvidenza
di Dio mandò nel mondo questo uomo, perché,
come gli apostoli, fosse testimone della verità davanti
a tutti gli uomini. E realmente egli dimostrò con chiarezza,
mediante la parola e l'esempio, quanto fosse stolta la sapienza
terrena, e in breve, sotto la guida di Cristo, trascinò
gli uomini, mediante la stoltezza della predicazione, alla
autentica sapienza divina.
475 Simile a un fiume del Paradiso, il nuovo evangelista
di questo ultimo tempo, ha diffuso con amorosa cura le acque
del Vangelo per il mondo intero, e con le opere ha additato
la via e la vera dottrina del Figlio di Dio. Così in
lui e per suo merito, il mondo ritrovò una nuova giovinezza
e una insperata esultanza, e il virgulto dell'antica religione
ha subito rinnovato rami, che erano ormai vecchi e decrepiti.
Gli eletti furono riempiti di uno spirito nuovo e dell'abbondanza
della grazia, quando questo santo servo di Cristo, come astro
celeste, ha irradiato la luce della sua originale forma di
vita e dei suoi prodigi.
476 Tramite Francesco si sono rinnovati gli antichi
miracoli, quando nel deserto di questo mondo è stata
piantata una vite feconda, che produce, mediante un modo di
vita nuovo, ma fedele agli antichi, fiori profumati di sante
virtù e stende ovunque i tralci della santa religione.
477 90. La fragilità della condizione umana,
che aveva in comune con noi, non lo trattenne nell'osservanza
dei precetti comuni; ma, trascinato da un amore intenso, volle
camminare la via della perfezione e raggiunse la vetta della
più sublime santità e contemplò il termine
di tutta la perfezione (Sal 118,96).
Perciò ogni persona, di qualsiasi condizione, sesso
ed età, può trovare in lui limpide direttive
di sana dottrina e splendidi esempi di opere virtuose. Chi
vuole, dunque, metter mano a cose grandi e conquistare i doni
più alti della via della perfezione, guardi nello specchio
della sua vita e imparerà ogni perfezione. Chi invece
preferisse un cammino meno arduo e esercizi più modesti,
temendo di non farcela a scalare la cima del monte, guardi
ancora a lui: vi troverà gli insegnamenti adatti anche
a questo grado di vita spirituale. Chi infine va alla ricerca
di rivelazioni prodigiose e di miracoli, badi alla santità
di Francesco e sarà accontentato.
478 Proprio la sua vita gloriosa illumina la perfezione
dei primi santi di luce più fulgida: lo provano e lo
manifestano in modo evidentissimo la Passione di Gesù
Cristo e la croce di lui. E veramente il venerabile padre
portava impressi nella carne i cinque segni della passione
e della croce, come se fosse stato appeso alla croce con lo
stesso Figlio di Dio. Questo sacramento è grande (Cf.
Ef 5,32) e manifesta la sublimità della prerogativa
dell'amore; ma esso cela un arcano disegno e un sublime mistero,
noto solo a Dio, crediamo, e rivelato in parte dallo stesso
Santo ad una sola persona.
E perciò non conviene fermarsi più a lungo a
lodare il Santo, dal momento che è stato esaltato da
Colui che è di tutti lode, il Signore, sorgente e splendore
inesauribile e che dà in premio l'eterna luce. Benedicendo,
dunque, Iddio, santo, vero e glorioso, riprendiamo la semplice
narrazione dei fatti.